Tuesday, August 17, 2010

LA VITA DELLE CASE PREFABBRICATE

QUALI SONO LE ASPETTATIVE DI VITA DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO?

ALDILA’ DEI FACILI SLOGAN E DEGLI INEVITABILI PREGIUDIZI, POSSIAMO DAVVERO PARAGONARE LE CASE IN LEGNO A QUELLE TRADIZIONALI?


Ho letto con attenzione il suo blog e ho condiviso appieno le sue osservazioni di carattere tecnico/ambientale inerente le case prefabbricate. Non ho avuto modo tuttavia di leggere nulla in merito alla manutenzione ordinaria o straordinaria a cui dette costruzioni possono essere soggette.

Le case in laterizio hanno una durata secolare, se adeguatamente mantenute (intonaci, tetto, ecc), tuttavia non vi sono informazioni specifiche riguardo alle case prefabbricate.

Non le nascondo che leggendo il suo blog la voglia di costruire una abitazione prefabbricata in legno mi ha coinvolto molto, tuttavia gradirei capire a cosa vado in contro nei prossimi 20-30-80 anni come manutenzione aggiuntiva e capire se l'investimento è anche per i miei figli oppure è destinato ad esaurirsi a più breve termine.


case prefabbricateIl tema della durata delle case prefabbricate in legno è stato più volte affrontato, così come l’argomento manutenzioni, ma è senz’altro utile affrontare nuovamente questi aspetti.

Invito innanzitutto alla rilettura dei due articoli specifici già pubblicati, ovvero:


LE MANUTENZIONI DELLE CASE PREFABBRICATE IN LEGNO

LA DURATA DELLE CASE IN LEGNO PREFABBRICATE

  1. E’ fondamentale inquadrare il campo! Le case prefabbricate sono costruzioni ecologiche a risparmio energetico e non semplici casette di legno da giardino. Il sistema costruttivo adottato, oltre a garantire un’alta qualità realizzativa, pone il tema della durata al primo posto, proteggendo efficacemente l’edificio dall’azione usurante del tempo e degli agenti esterni (sbalzi termici, irraggiamento, umidità…) in particolare grazie allo spesso strato isolante a cappotto intonacato. Le parti in legno a vista si limitano alle sporgenze della copertura (come nelle case in muratura con tetto in legno).
  2. La garanzia di 30 anni (se trovate un costruttore di case prefabbricate che non la applica, fatevi valere o tenetene conto) non va interpretata come un limite di vita delle case in legno, ma come un tangibile segno di qualità. Se l’azienda riconosce l’assenza di difetti costruttivi sulla struttura per un tempo così lungo, e se ne accolla le responsabilità, è il riconoscimento implicito della tenuta nel tempo delle case prefabbricate in legno.
  3. Esistono tantissimi esempi di strutture in legno antiche (anche risalenti al periodo medioevale) perfettamente conservate. Le strutture di copertura o i solai dei vecchi edifici stanno a testimoniare l’ottima tenuta nel tempo di questo materiale. Le case prefabbricate in legno più vecchie (costruite con criteri senz’altro meno accorti delle abitazioni attualmente reperibili sul mercato) sono perfettamente integre e non necessitano di particolari interventi di manutenzione.
  4. Gli edifici in muratura realizzati negli anni passati non sembrano di certo fulgidi esempi di qualità costruttiva. Il patrimonio immobiliare giunto sino ai nostri giorni ha subito, nella maggior parte dei casi, costosi e ripetuti interventi di ristrutturazione (e non di semplici manutenzioni). E sto parlando di fabbricati del dopoguerra, affatto secolari. La produzione edilizia degli anni ’70 o ’80 delle nostre città, pur assai recente temporalmente, sta a testimoniare quanto possa essere opinabile il concetto di solidità costruttiva del mattone.
  5. Le aspettative di vita delle case prefabbricate devono essere ragionevoli e paragonabili a quelle di un fabbricato in muratura di pari caratteristiche. Le manutenzioni, che saranno semplici e non costose, permetteranno di limitare interventi strutturali più importanti e non differiranno da quelle che saremmo tenuti a svolgere regolarmente su qualsiasi edificio. In effetti, se si eccettua la particolare stratificazione delle pareti, non esistono particolari differenze tra le case prefabbricate in legno e quelle tradizionali, che giustifichino tali timori.

Thursday, August 12, 2010

INDECISIONE SULLE CASE PREFABBRICATE

PUBBLICO VOLENTIERI QUESTA LETTERA DI UN LETTORE NELLA SUA INTEGRITA’.

GLI SPUNTI SONO PARECCHI, SENZ’ALTRO NULLA DI CUI NON ABBIA PARLATO IN ALTRI ARTICOLI, MA RITENGO CHE DIMOSTRI CHIARAMENTE CHE IL FASCINO DELLE CASE PREFABBRICATE SIA PARI AL TIMORE CHE INCUTONO SUL CLIENTE ITALIANO.


Ho viaggiato spesso negli USA da parenti e amici e ho potuto constatare di persona le potenzialità delle case in legno.

Io ero molto interessato ad una ditta si case prefabbricate che costruisse in cantiere “all'americana” con la rifinitura in mattoncini esterni, adoperando materiali isolanti calcolati ed efficienti, come lana di roccia e sughero, però ho letto che lei sconsiglierebbe un lavoro di non prefabbricazione perche troppo poco sicuro o poco ermetico?!

Inoltre la cosa che mi “tarla la mente” sono le termiti o la paura che la casa possa cadere tra 20 anni o prima o dopo o che abbia bisogno di troppa manutenzione.

Molto del mio interesse partono nel 1996 quando fui ospitato da parenti in una villa di 500 mq del 1930 in Pennsylvania; so che è stata ristrutturata qualche anno fa, devo dire che stare in quella casa in legno (anche se a quei tempi era un po’ vecchiotta e lasciata un po’ andare) cigolante con le pareti rivestite in carta da parati vecchiotta, mi ha dato un senso di benessere strano, mai più provato nel resto della mia vita, come dormire abbracciato alla natura in una tranquillità unica.

Uno dei motivi che mi spinge a non scegliere le troppe HAUS sono prima di tutto la troppa rete commerciale e pubblicità che hanno intorno (vogliono tutti vendere e sono tutti i più bravi), inoltre la scarsa flessibilità, del resto sono prodotti più industriali.

A me piacere scegliere le finestre nella mia zona e far lavorare la piccola impresa locale, affidandomi alla costruzione della struttura in platform frame, ma con rifiniture e materiale scelti da me, anche per poter risparmiare.

Mi consigli cosa chiedere o controllare se dovessi decidere di intraprendere questo lungo percorso su di una casa prefabbricata e, mi dica, lei lo farebbe?

Io sono molto motivato, ma le termiti e le muffe mi preoccupano (e molti mi daranno del pazzo qui in Toscana dove vivo, se decido di partire).


case in legnoLe case prefabbricate americane seguono una filosofia costruttiva (come tutta l’edilizia negli USA) assai distante dalla nostra. Banalizzando un po’, non si richiede alle case americane un’aspettativa di vita da tempio greco. Il nostro rapporto con il mattone diventa spesso un investimento sia economico che emotivo, poiché la casa di proprietà in Italia rappresenta un punto di arrivo di una vita e un sistema certo per fare fruttare i nostri risparmi. Negli Stati Uniti questo approccio all’abitazione proprio non è proprio concepibile.

Le case prefabbricate in legno diventano un sistema veloce ed economico per costruire delle abitazioni spesso di grandi dimensioni, ma non sono particolarmente curate dal punto di vista dell’isolamento termico, tematica che non appassiona particolarmente il cliente americano.

Le case prefabbricate di derivazione nordeuropea nascono al contrario proprio come risposta al problema energetico ed alla necessità di costruire abitazioni ecologiche, tenendo sotto controllo qualità, costi e tempi di realizzazione.

Sia nel nord Europa che negli USA, il legno è un materiale da costruzione culturalmente diffuso anche per la realizzazione di interi edifici. In questi paesi il problema delle muffe o delle termiti non si pone perché è noto che la corretta lavorazione ed essicazione del legno esclude questo genere di inconvenienti (le termiti non vanno certo a ricercare un luogo le cui condizioni ambientali non siano favorevoli come le strutture correttamente essiccate e trattate).

Le sue paure sono inevitabili e ci vorrà parecchio tempo perché le case prefabbricate divengano un sistema costruttivo diffuso, soprattutto nel centro e sud Italia.

Non nego che le ditte di case in legno attualmente sul mercato presentino alcuni limiti di flessibilità, in particolare quelle il cui ciclo produttivo si avvicina alla lavorazione industriale (i cui vantaggi però sono innegabili sotto l’aspetto delle garanzie qualitative).

Un sistema costruttivo come quello da lei prospettato è senz’altro possibile e personalmente condivisibile, ma vanno scelte con cura gli interlocutori, tra cui un’impresa tradizionale e una ditta di carpenteria di provata esperienza nel settore delle case in legno che fornisca la struttura e ne curi il montaggio.

Saturday, August 7, 2010

BANCHE E CASE PREFABBRICATE

OGNI DITTA DI CASE PREFABBRICATE IN LEGNO PREVEDE DELLE CONDIZIONI CONTRATTUALI E DELLE GARANZIE BANCARIE CHE NON SEMPRE RISULTANO GRADITE AL CLIENTE.


“E’ possibile che per acquistare una casa prefabbricata in legno mi chiedano un anticipo di quasi 40.000 € al contratto, imponendomi di stipulare una costosa fidejussione bancaria prima del montaggio e che debba pagare quasi il 100% della costruzione al grezzo? Sto seriamente pensando di trovare un’impresa di costruzioni, almeno con loro mi posso mettere d’accordo. Oltrettutto la banca appena ho esposto le richieste della ditta di case prefabbricate, ha sollevato parecchi dubbi”.


Comprendo le sue perplessità, soprattutto se il problema non è stato posto sin dall’inizio dall’agente della ditta di case prefabbricate da lei scelta. Procediamo per punti.

Questione anticipo. La ditta le chiede, in effetti, una cifra importante, suppongo essere in percentuale rispetto al prezzo di contratto. Non conosco l’importo totale della sua abitazione, per cui potrebbe essere un 10 o un 20%. Vi sono aziende di case prefabbricate che chiedono una somma forfettaria piuttosto bassa per bloccare il prezzo dell’abitazione per un periodo piuttosto lungo, solitamente 12 mesi. Bisognerebbe poi capire se tale caparra può essere restituita o vi sono penali. Il mio personalissimo punto di vista è che l’anticipo dovrebbe essere ragionevole e restituibile al cliente prevedendo dei diritti di recesso, perlomeno legati all’erogazione del finanziamento, l’acquisto del terreno o l’ottenimento del permesso a costruire. Faccio un esempio banale. Supponiamo di firmare un contratto prima di avere in mano una concessione edilizia e che il Comune ci neghi la possibilità di costruire. acquisto case prefabbricate, banche caseLa volontà del cliente in questo caso resta quella di realizzare la propria abitazione, in assoluta buona fede. Il danno, qualora la ditta di case in legno si facesse scudo della caparra versata, sarebbe duplice ed ingiusto. L’anticipo, quindi, è senz’altro un diritto dell’azienda, che si impegna a mantenere invariato il prezzo (anche a fronte di aumenti di listino o dei propri fornitori) per un lungo periodo, ma deve essere equilibrato.

Questione fidejussione. In questo caso il motivo è molto semplice. Supponiamo che, per motivi del tutto indipendenti dalla volontà del cliente, la casa sia già stata campionata e mandata in produzione, ma non montata in cantiere e che subentrino cause di forza maggiore per cui non si possa più fare fronte all’esborso. Le cause possono essere molte, dalla mancata vendita della vecchia abitazione ad un licenziamento, a problemi di salute o peggio (si tocchi pure….).

Il concetto è banale. Quella casa è sua! Non è montata, ma è unica ed irripetibile e di certo non può essere rivenduta a terzi o smontata. La fidejussione è inevitabile e garantisce la ditta del pagamento. Ovviamente è un costo (si faccia valere con la sua banca), ma è una garanzia che ci deve sempre essere.

Veniamo infine ai pagamenti. Anche in questo caso ogni ditta di case prefabbricate ha le sue procedure. Resta il fatto che il montaggio del grezzo comporta anche l’ordine di tutto il materiale di finitura e la stipula dei contratti con impiantisti, pavimentisti e montatori. Sono spese vive che vanno pagate inevitabilmente, considerando i tempi brevissimi del cantiere. Solitamente resta esclusa una piccola cifra a saldo finale (5 o 10%) che resta in mano al cliente a garanzia della buona esecuzione di tutti i lavori.

Purtroppo le banche (ed i periti incaricati) fanno fatica a comprendere che non siamo di fronte ad un cantiere tradizionale con i suoi tempi di costruzione lunghi ed i classici “stati di avanzamento dei lavori”.

Una casa prefabbricata si realizza in stabilimento in un paio di mesi, si monta velocemente e si finisce in poco tempo. Quando anche in Italia si cominceranno a diffondere capillarmente le case in legno, anche gli istituiti bancari si adegueranno e agevoleranno i loro clienti.

Attualmente non si può negare che qualche difficoltà (comunque superabile) si possa incontrare.